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Calcolo quote millesimali (stima)

Stima le quote millesimali di ciascuna unità immobiliare rispetto al totale condominiale, in base alla superficie ponderata con i coefficienti normativi.

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Formula e metodo

Quota_i = (S_i × C_i) / Σ(S_j × C_j) × 1000 [‰] C_i = coefficiente piano (DM 30/12/1927) Esempio: PT=1,00 / P1=1,05 / P2=1,10

Dati: 5 unità (80,65,95,50,110 m²), coefficienti piano. Unità 5 (110m², coeff 1.15) ottiene ~204‰.

Distanze dai confini

Le distanze minime delle costruzioni dai confini di proprietà sono regolate dal Codice Civile (art. 873 e seguenti) e dai regolamenti edilizi comunali, che possono prevedere distanze maggiori. Il rispetto delle distanze è obbligatorio e la loro violazione può comportare l'obbligo di arretramento o demolizione, oltre al risarcimento dei danni.

Distanze del Codice Civile

Il CC prevede una distanza minima di 3 metri tra costruzioni su fondi confinanti. Se il vicino ha già costruito a meno di 1,5 m dal confine, è possibile costruire in aderenza o a distanza regolamentare. Le vedute (finestre che permettono di affacciarsi) devono rispettare 1,5 m dal confine frontale, 0,75 m per vedute laterali.

Regolamenti locali

I regolamenti edilizi comunali spesso prescrivono distanze maggiori, tipicamente la metà dell'altezza del fabbricato con un minimo di 5 metri. In zona agricola le distanze possono essere anche maggiori (10-20 m). Le distanze dalle strade sono regolate dal Codice della Strada e dal PRG. Verificare sempre le norme tecniche di attuazione del piano regolatore.

Calcolo e verifica

Per verificare il rispetto delle distanze: rilevare la posizione del confine (linea catastale, muri di confine, termini), misurare la distanza del fabbricato esistente o di progetto, confrontare con i limiti normativi. Per nuove costruzioni, la distanza minima determina la massima superficie edificabile sul lotto. Il calcolatore aiuta a verificare le distanze planimetriche.

Domande frequenti

Sì, questo calcolatore aiuta a determinare le quote millesimali e la ripartizione delle parti comuni tra le unità condominiali. La metodologia si basa sui criteri del Codice Civile e della prassi estimativa.

Le parti comuni (scale, tetto, facciate, cortile) sono di tutti i condòmini in proporzione ai millesimi, salvo diversa indicazione del regolamento. Nessuno può rinunciare alla sua quota per evitare le spese.

Dipende. I frontalini (facciata esterna) sono comuni. Il piano di calpestio è privato. Le solette divisorie sono comuni tra sopra e sotto. I parapetti possono essere comuni se uniformi per decoro.

Se accessibile solo da parti comuni e non accatastato come unità autonoma, è comune. Se ha accesso esclusivo da un appartamento o è accatastato, è privato o pertinenza di quell'unità.

Prima si verifica il regolamento condominiale e le mappe catastali. Poi si tenta la mediazione (obbligatoria dal 2011). Se fallisce, si ricorre al giudice. Un CTU (geometra o architetto) può essere nominato.