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Dimensionamento magnetotermico (base)

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Dimensiona l'interruttore magnetotermico per protezione da sovraccarico e cortocircuito. Calcola la corrente nominale e il potere di interruzione.

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Formula e metodo

Condizioni CEI 64-8 (§ 433.1): Ib ≤ In ≤ Iz e I₂ ≤ 1,45 × Iz Ib = corrente di impiego [A] In = corrente nominale magnetotermico [A] Iz = portata ammissibile cavo [A] (tabelle CEI UNEL 35024) I₂ = corrente di intervento convenzionale (= 1,45 × In per tipo B/C/D).
Coordinamento Ib ≤ In ≤ Iz per il magnetotermico Ib carico In interruttore Iz portata cavo Ib ≤ In ≤ Iz e If ≤ 1,45 · Iz CEI 64-8 §433: protezione contro il sovraccarico
La corrente nominale del magnetotermico In deve essere ≥ della corrente di impiego Ib e ≤ della portata del cavo Iz. Per interruttori EN 60898 la seconda condizione (If ≤ 1,45·Iz) è verificata automaticamente.

Esempio: carico calcolato Ib = 12 A, cavo 2,5 mm² con portata Iz = 24 A (posa B1 PVC). La regola CEI 64-8 vuole Ib ≤ In ≤ Iz e If ≤ 1,45·Iz: si sceglie In = 16 A curva C (magnetotermici EN 60898 verificano If automaticamente).Verifica sempre il risultato con le tabelle normative CEI applicabili alla tua posa specifica.

Funzione dell'interruttore magnetotermico

L'interruttore magnetotermico protegge i circuiti da sovraccarichi e cortocircuiti, rappresentando l'elemento di sicurezza fondamentale di ogni impianto elettrico. La protezione termica (elemento bimetallico) interviene lentamente per sovraccarichi moderati, permettendo picchi transitori come l'avviamento di motori. La protezione magnetica scatta istantaneamente per correnti di cortocircuito, interrompendo il guasto prima che danneggi cavi e apparecchiature.

Criteri di scelta

La corrente nominale (In) dell'interruttore deve essere: maggiore o uguale alla corrente di impiego del circuito (Ib), ma minore o uguale alla portata del cavo (Iz). La formula riassuntiva è Ib ≤ In ≤ Iz. Inoltre, la corrente convenzionale di intervento (tipicamente 1,45 × In) deve essere ≤ 1,45 × Iz per garantire la protezione effettiva del cavo contro i sovraccarichi prolungati.

Curve di intervento

La curva B (intervento magnetico a 3-5 × In) è adatta per carichi resistivi e linee lunghe dove i cortocircuiti sono limitati. La curva C (5-10 × In) è lo standard per usi generali, motori leggeri e prese. La curva D (10-20 × In) serve per motori con alto spunto, trasformatori e carichi con elevate correnti di inserzione che farebbero scattare curve più sensibili.

Potere di interruzione

Il potere di interruzione (Icu o Icn) indica la massima corrente di cortocircuito che l'interruttore può interrompere senza danneggiarsi. Deve essere superiore alla corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione. Per quadri domestici tipicamente 6 kA sono sufficienti, per quadri industriali si arriva a 25-50 kA in funzione della potenza del trasformatore.

Domande frequenti

L'interruttore deve proteggere il cavo: In ≤ Iz (portata del cavo). Esempio: cavo 2,5mm² sotto tubo (Iz≈21A) → usa magnetotermico 16A o 20A, mai 25A.

Curva B: sgancia a 3-5×In (utenze resistive, illuminazione). Curva C: 5-10×In (uso generale, prese). Curva D: 10-20×In (motori con forti spunti). La curva sbagliata causa scatti intempestivi o mancata protezione.

Deve essere maggiore della corrente di cortocircuito nel punto di installazione. All'origine impianto: 6-10kA. A fine linea: spesso bastano 4,5kA. Verifica sempre con il calcolo Icc.

Funzionalmente equivalenti. Il combinato (magnetotermico-differenziale) occupa meno spazio ma costa di più. Con elementi separati, puoi sostituire solo quello guasto.

La selettività totale garantisce che scatti solo l'interruttore più vicino al guasto. Richiede rapporto minimo 1:1,6 tra le correnti nominali e compatibilità delle curve. Verifica le tabelle del costruttore.