UNI EN 12056
Sistemi di scarico a gravità
Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici
📊 Valori chiave
| Parametro | Valore | Riferimento |
|---|---|---|
| Pendenza min orizzontali | 1% (DN ≥ 100) | Parte 2 |
| Portata WC | 2,0 L/s | Parte 2 |
| Portata lavabo | 0,5 L/s | Parte 2 |
Sintesi
La UNI EN 12056 disciplina i sistemi di scarico a gravità per acque reflue e meteoriche all'interno degli edifici. Le 5 parti coprono: requisiti generali, acque reflue domestiche, acque meteoriche, stazioni di pompaggio, installazione e prove. Definisce portate di scarico, diametri minimi e pendenze delle condotte.
Cosa prevede
La UNI EN 12056 e la norma europea di riferimento per la progettazione e il dimensionamento dei sistemi di scarico funzionanti a gravita all'interno degli edifici. Si compone di 5 parti: Parte 1 (requisiti generali e prestazioni), Parte 2 (impianti per acque reflue domestiche — progettazione e calcolo), Parte 3 (sistemi per acque meteoriche — progettazione e calcolo), Parte 4 (stazioni di pompaggio — progettazione e calcolo) e Parte 5 (installazione e prove, guida all'esercizio e alla manutenzione).
La Parte 2, la piu utilizzata nella pratica professionale, definisce quattro sistemi di scarico (I, II, III e IV) che si differenziano per il grado di riempimento ammesso nelle colonne di scarico e nelle diramazioni. Il sistema piu comune in Italia e il Sistema I (a ventilazione primaria), dove la colonna di scarico e ventilata solo in sommita e le diramazioni devono rispettare limiti di lunghezza e numero di apparecchi. A ogni apparecchio sanitario e associata un'unita di scarico DU (Design Unit) in litri al secondo: WC = 2,0 l/s, lavabo = 0,5 l/s, doccia = 0,6 l/s, vasca = 0,8 l/s, lavatrice = 0,8 l/s.
La Parte 3 disciplina il dimensionamento delle reti di raccolta delle acque meteoriche (pluviali, canali di gronda, collettori) in funzione dell'intensita di pioggia locale (l/s per m2) e della superficie di raccolta. L'intensita di pioggia di progetto varia da 0,03 a 0,05 l/(s·m2) in funzione della zona climatica e del periodo di ritorno scelto. La norma fornisce tabelle per il dimensionamento dei pluviali (interni e esterni) e dei collettori orizzontali in funzione della portata meteorica e della pendenza.
A chi si applica
La UNI EN 12056 si applica a tutti gli edifici civili e industriali dotati di sistemi di scarico a gravita: residenze, uffici, alberghi, ospedali, scuole, centri commerciali. E il riferimento per progettisti impiantistici, installatori idraulici, direttori dei lavori e collaudatori. La norma e richiamata dalle NTC 2018 per gli aspetti strutturali dei sistemi di scarico e dai regolamenti edilizi comunali per i requisiti di igiene e salubrità degli edifici.
Gli installatori idraulici abilitati alla lettera D del DM 37/2008 devono rispettare la norma nella realizzazione degli impianti di scarico. I progettisti termotecnici e impiantistici utilizzano la norma per il dimensionamento delle reti, la scelta dei materiali e la verifica delle prestazioni idrauliche. La conformita alla norma e documentata nella relazione tecnica di progetto e nella dichiarazione di conformita dell'installatore.
Aspetti pratici
Il dimensionamento di una rete di scarico secondo la UNI EN 12056-2 segue questa procedura: si assegnano le unita di scarico DU a ogni apparecchio, si sommano le DU per ogni tratto di rete applicando un fattore di frequenza K (0,5 per residenze, 0,7 per uffici, 1,0 per uso simultaneo), si calcola la portata di scarico Qtot = K × sqrt(sum DU), e si sceglie il diametro della tubazione dalle tabelle in funzione della portata e della pendenza. La pendenza minima raccomandata e dell'1% per tubazioni con diametro >= DN 100 e del 2% per diametri inferiori.
Le colonne di scarico devono avere un diametro minimo di DN 90 per colonne che servono solo lavabi e docce, e DN 100 se collegano WC. La colonna deve essere prolungata fino al tetto come ventilazione primaria, con un diametro non inferiore a quello della colonna stessa. Per edifici alti (oltre 5-6 piani) o con molti apparecchi, puo essere necessaria la ventilazione secondaria (colonna di ventilazione parallela alla colonna di scarico, collegata a ogni piano).
I materiali piu utilizzati per le tubazioni di scarico interne sono il PVC (rigido per colonne e collettori, con temperature max di 60-70°C), il polipropilene PP (resistente a temperature fino a 95°C, indicato per scarichi di lavatrici e lavastoviglie), la ghisa (per edifici con requisiti acustici elevati, grazie alla maggiore massa e smorzamento) e l'acciaio inox (per scarichi industriali e ambienti con requisiti igienici stringenti). Le giunzioni devono garantire la tenuta idraulica e la resistenza alle dilatazioni termiche.
Domande frequenti
Qual e la pendenza minima per le tubazioni di scarico?
La UNI EN 12056 raccomanda una pendenza minima dell'1% (1 cm per metro) per tubazioni orizzontali con diametro >= DN 100. Per diametri inferiori (DN 50-80), la pendenza minima consigliata e del 2%. Pendenze eccessive (oltre il 5%) sono da evitare perche possono causare il distacco del liquido dal solido nelle acque reflue, provocando ostruzioni. La pendenza ottimale per i collettori principali e generalmente del 2%.
Che differenza c'e tra ventilazione primaria e secondaria?
La ventilazione primaria consiste nel prolungamento della colonna di scarico fino al tetto, aperto all'atmosfera: consente l'ingresso di aria nella colonna durante lo scarico, evitando la formazione di depressioni che svuoterebbero i sifoni degli apparecchi. La ventilazione secondaria e una colonna parallela collegata alla colonna di scarico a ogni piano, necessaria quando la colonna primaria non e sufficiente (edifici alti, molti apparecchi) per equilibrare le pressioni durante gli scarichi simultanei.
Come si dimensiona un pluviale?
Il pluviale si dimensiona in funzione della superficie di raccolta equivalente (m2) e dell'intensita di pioggia di progetto (l/s per m2). La superficie equivalente tiene conto dell'inclinazione del tetto: superficie orizzontale + 50% della superficie verticale esposta. Con un'intensita di 0,05 l/(s·m2), un pluviale DN 100 puo servire circa 150 m2 di copertura, mentre un DN 75 circa 80 m2. I valori esatti dipendono dalla lunghezza del pluviale e dalla presenza di curve.