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D.Lgs 216/2023

Riforma IRPEF 2024

Attuazione del primo modulo di riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche

Norma vigente
In vigore dal 2023 · Riforma scaglioni IRPEF.
Tipo
Decreto Legislativo
Anno
2023
Ambito
Fiscale
Testo
Pubblico (Normattiva)

📊 Valori chiave

ParametroValoreRiferimento
Efficienza caldaieClasse AArt.3
Pompe caloreCOP ≥ 3,0Art.5
ContatoriSmart meterArt.8

Sintesi

Il D.Lgs 216/2023 attua il primo modulo di riforma IRPEF: riduce gli scaglioni da 4 a 3 (23% fino a 28.000€, 33% fino a 50.000€, 43% oltre), con effetti dal 2024.

Cosa prevede

Il Decreto Legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 attua il primo modulo della riforma fiscale prevista dalla Legge delega n. 111/2023, intervenendo sulla struttura dell'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). La modifica principale consiste nella riduzione degli scaglioni di reddito da quattro a tre, con l'accorpamento dei primi due scaglioni precedenti (23% fino a 15.000 euro e 25% da 15.001 a 28.000 euro) in un unico scaglione al 23% fino a 28.000 euro.

I tre nuovi scaglioni IRPEF introdotti dal decreto sono: 23% per i redditi fino a 28.000 euro, 35% per i redditi da 28.001 a 50.000 euro, e 43% per i redditi oltre 50.000 euro. Questa rimodulazione comporta un risparmio fiscale massimo di 260 euro annui per i contribuenti con reddito superiore a 28.000 euro (derivante dalla riduzione dal 25% al 23% sulla fascia 15.001-28.000 euro).

Il decreto interviene anche sulla detrazione per lavoro dipendente, innalzando la soglia della no tax area per i lavoratori dipendenti a 8.500 euro (equiparandola a quella dei pensionati), e introduce una franchigia di 260 euro sulle detrazioni per oneri (spese sanitarie escluse) per i contribuenti con reddito superiore a 50.000 euro. Quest'ultima misura riduce di fatto il beneficio fiscale delle detrazioni al 19% per i redditi piu elevati, rappresentando un elemento di progressivita aggiuntiva.

A chi si applica

La riforma si applica a tutti i contribuenti IRPEF residenti in Italia: lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi, titolari di redditi fondiari, di capitale e diversi. I contribuenti in regime forfettario (flat tax al 15% o al 5%) non sono direttamente interessati dalla modifica degli scaglioni, ma possono essere impattati indirettamente qualora superino la soglia dei 85.000 euro e transitino al regime ordinario.

La franchigia di 260 euro sulle detrazioni per oneri riguarda specificamente i contribuenti con reddito complessivo superiore a 50.000 euro, limitando la detraibilita di spese quali interessi passivi sui mutui, spese veterinarie, erogazioni liberali, premi assicurativi e spese funebri. Restano escluse dalla franchigia le spese sanitarie e le detrazioni per carichi di famiglia.

Aspetti pratici

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, la riforma si applica automaticamente attraverso le ritenute operate dal sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) a partire dalle buste paga di gennaio 2024. Non e necessaria alcuna comunicazione o adempimento specifico da parte del contribuente. Il risparmio fiscale si riflette direttamente in un aumento del netto mensile in busta paga, pari a circa 20 euro al mese per i redditi tra 15.000 e 28.000 euro.

Per i lavoratori autonomi e i titolari di partita IVA in regime ordinario, la nuova struttura degli scaglioni si applica in sede di dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o 730). In sede di calcolo degli acconti IRPEF, occorre utilizzare le nuove aliquote a partire dall'acconto per il 2024. I software di contabilita e i commercialisti hanno aggiornato le tabelle di calcolo per riflettere la nuova struttura a tre scaglioni.

Particolare attenzione va prestata alla franchigia di 260 euro per i contribuenti con reddito superiore a 50.000 euro: in pratica, le prime 260 euro di detrazioni per oneri diversi dalle spese sanitarie non producono beneficio fiscale. Questo significa che, ad esempio, chi ha solo 200 euro di detrazioni per interessi passivi sul mutuo perde interamente il beneficio se il reddito supera i 50.000 euro. Si consiglia di verificare con il proprio commercialista l'impatto complessivo della riforma sulla propria situazione fiscale.

Domande frequenti

Quanto risparmio con i nuovi scaglioni IRPEF?

Il risparmio massimo e di 260 euro annui e riguarda i contribuenti con reddito superiore a 28.000 euro. Per chi ha un reddito tra 15.000 e 28.000 euro, il risparmio e proporzionale: ad esempio, con un reddito di 20.000 euro si risparmiano circa 100 euro. Per i redditi fino a 15.000 euro non cambia nulla, poiche l'aliquota del 23% era gia applicata. Per i redditi oltre 50.000 euro, il risparmio di 260 euro puo essere parzialmente o totalmente compensato dalla franchigia sulle detrazioni.

La riforma IRPEF e strutturale o temporanea?

Il D.Lgs. 216/2023 era stato inizialmente introdotto in via sperimentale per il solo anno 2024. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha reso la riforma strutturale e permanente a partire dal 2025. I tre scaglioni al 23%, 35% e 43% sono quindi confermati a regime. La Legge di Bilancio 2026 ha successivamente confermato la struttura a tre aliquote, consolidando l'impianto della riforma.

Cos'e la franchigia di 260 euro sulle detrazioni?

Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 50.000 euro, il decreto prevede che le detrazioni per oneri (art. 15 TUIR) siano ridotte di un importo pari a 260 euro. Sono escluse dalla franchigia le spese sanitarie e le detrazioni per carichi di famiglia. In pratica, se le detrazioni per oneri ammontano a 500 euro, il beneficio effettivo sara di 240 euro (500 - 260). Se le detrazioni sono inferiori a 260 euro, il beneficio si azzera completamente.

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